I greci dicevano che se un uomo diventava o troppo ricco, o troppo potente, o anche solo troppo fortunato destava l’invidia degli dei, che lo avrebbero punito annientandolo.
Un classico di questa idea è il mito di Niobe che si vanta con Latona di avere 7 bellissimo figli, mentre Latona ne ha solo due. I 7 figli di Niobe vengono sterminati e Niobe impietrita dal dolore si trasforma in una statua di sale.
I greci veneravano i fiumi come divinità e dicevano anche che se costruisci una casa vicino ad un fiume devi incominciare a pregare perchè rischi di perdere tutto.
Noi abbiamo costruito non solo vicino ai fiumi ma nel letto dei fiumi stessi, in quelle piane alluvionali in cui il fiume si sgranchiva le membra quando abbondanti pioggie lo colmavano d’acqua, piane alluvionali in cui per millenni i nostri antenati non avevano costruito nulla, e sicuramente ne avevano i motivi. Noi negli ultimi 150 anni abbiamo costruito di tutto nelle piane alluvionali e sui bordi del fiume proprio in quelle zone dove il fiume si allarga quando arrivano le piene.
Nel 1994 il Tanaro ha dato un forte segnale che indicava che lui aveva bisogno ogni tanto di sgranchirsi in spazi maggiori. Ma forse non venne preso sul serio, forse si pensò che non sarebbe più successo per 150 anni quello che era successo 150 anni prima, o forse anche non si capì sia la sua forza e cosa si dovesse fare per tenerlo a bada.
I libri di scuola elencanio vari rimedi per prevenire o ridurre gli effetti nocivi delle grandi precipitazioni stagionali.
Dicono di allargare il letto del fiume partendo da monte, dicono di mettere dei polmoni di espansione, dicono di rallentare il più possibile le acque perchè se prendono velocità raschiano il fondo e diventano melmose quindi vischiose e pesanti. Ovviamente tutto quello che chiude, restringe il letto del fiume va eliminato: case, fabbriche, costruzioni varie. Le piane alluvionali vanno rese libere di costruzioni, e destinate a coltivazioni o a scopi non impegnativi dal punto di vista edile perchè possano facilmente essere allagate senza grandi danni in caso di abbondanti piogge.
Questo stava scritto nei libri di scuola dei miei amici che facevano ingegneria civile e questo mi aspettavo che succedesse.
Nulla di tutto ciò è successo, anzi, con mio sgomento vedevo succedere il contrario. Parliamo del periodo postalluvione del 1994 quando furono profusi ingenti somme per prevenire prossime alluvioni.
Ma, appunto nulla successe di quello che stava scritto nei libri di scuola dei miei compagni ma furono costruite massicciate strigendo il letto del fiume, furono costruiti degli argini più alti e ricavate altre aree dal letto del fiume, esattamente il contrario di quello che era scritto nei libri di scuola, ma anche di tutto quello che si fa nel resto del mondo.
Non venne eliminato un solo impedimento all’allargamento delle acque in caso di piena, venne dragato il letto in qualche punto e tolti gli alberi che furono ritenuti i colpevoli dei disastri del 1994, perchè, sradicati dalla corrente, avevano ostruito le arcate dei ponti.
A Ceva l’acqua era 4 metri al di sopra della spalliera del ponte, ma nel comune parlare erano gli alberi i colpevoli di tutto.
